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30/09/2026 17:45
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Avrebbe dovuto lasciare oggi la sua stanza al Campus Martinitt, dopo aver perso il diritto al posto letto per i criteri di merito previsti dal diritto allo studio. Ma quando è arrivato il momento di uscire, Enrico si è incatenato al letto. E alla fine lo sfratto non è stato eseguito.
Fuori dalla residenza, intanto, si erano radunati gli attivisti di Cambiare Rotta. È l’ultima immagine di una protesta cominciata una settimana fa con le tende alla Statale e arrivata poi davanti al rettorato, dove enrico si è0 incatenato per chiedere un confronto con la rettrice Marina Brambilla.
L’università ha proposto un incontro per venerdì, ma senza la presenza della rettrice. Una proposta rifiutata dal movimento, che chiede di discutere direttamente con lei non soltanto del caso di Enrico, ma più in generale dell’accesso agli studentati.
Perché perdere una stanza, a Milano, può voler dire non riuscire più a permettersi di studiare in città. Secondo i manifestanti sono 1.559 gli studenti risultati idonei a un posto letto ma rimasti senza assegnazione, mentre fuori dalle residenze universitarie bisogna fare i conti con un mercato degli affitti sempre più caro.
Questa mattina, però, Enrico da quella stanza non è uscito. Aler e la direzione dello studentato non hanno proceduto con lo sfratto e il ragazzo è rimasto al Martinitt. MA LA protesta quindi non si ferma: ottenuto, almeno per oggi, il posto letto, resta la richiesta di aprire un confronto diretto con la rettrice.