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30/03/2026 18:30
Le Olimpiadi non sono solo Milano e Cortina. Sono già qualcos’altro.
Nel racconto dei media – italiani e internazionali – l’evento si è trasformato in una rete: quasi due articoli su tre citavano luoghi che andavano oltre i poli principali. E durante i Giochi, questa percentuale è cresciuta ancora.
Tradotto: i flussi si sono allargati. Sono usciti dai centri simbolo e hanno coinvolto le aree intorno, trasformando mete secondarie in destinazioni vere e proprie.
È lì che si è giocata la vera partita. Le due settimane a cinque cerchi hanno funzionato come moltiplicatore: non hanno concentrato, ma distribuito. E hanno cambiato anche il modo di raccontare il Paese, non più una sola cartolina ma un insieme di territori.
Intanto sono emersi anche i numeri: si stimano oltre 2,3 miliardi di euro di spesa turistica legata all’evento.
Dati che arrivano da uno studio del CeRTA dell’Università Cattolica, basato su 285 contenuti tra stampa e tv, italiani e stranieri, analizzati tra gennaio 2025 e marzo 2026, per capire come è stata costruita la narrazione attorno alle Olimpiadi.

Resta però il doppio binario: da una parte le opportunità, dall’altra le criticità legate a costi, cantieri e sostenibilità. Anche se il bilancio, a più di un mese dalla sua fine, sembrerebbe essere più che positivo.