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02/11/2026 18:53
Il braccio di ferro tra Mondadori e Feltrinelli per il posto sotto la prestigiosa Galleria Vittorio Emanuele di Milano continua. Dopo un testa a testa che ha visto all’inizio primeggiare la seconda ma spuntarla in corner la prima, la libreria che occupa lo spazio da ormai 20 anni ha deciso di ricorrere al Tar. Perché, in fondo, quella posizione accanto al Duomo è davvero irrinunciabile.
La storia inizia a giugno 2006, quando Feltrinelli firmò la concessione degli spazi, che però, ormai, è scaduta da 8 anni, per la precisione dal 15 giugno 2018. È dunque iniziato un periodo di stallo, durante il quale la libreria ha tentato di mantenersi salda la posizione con ricorsi su ricorsi. La svolta è arrivata a luglio di quest’anno, quando Palazzo Marino ha messo a gara i circa mille metri quadrati tra piano terra, ammezzato e interrato.
L’assessore al Bilancio e al Demanio Emmanuel Conte ha posto anche un vincolo: per 18 anni in quello spazio si devono vendere solo libri, “per custodire l’identità culturale della Galleria”. Dato anche che quella miniera d’oro è ambita soprattutto dai brand di lusso e alta moda. E poi, c’è il “valore economico”: quest’anno gli affitti del Salotto porteranno nelle casse comunali 90 mln di euro. In cambio del vincolo sui libri, la base d’asta è stata agevolata e chiede poco meno di 435mila euro l’anno. Nella gara, quindi, si sono fatti avanti in due: oltre a Feltrinelli, Mondadori. Il progetto della prima è stato votato 98 punti su 100 dalla commissione competente, contro gli 81 della seconda. Ma nell’asta del 19 ottobre, Mondadori ha offerto 440mila euro in busta chiusa.
Da lì, sono partiti i rilanci, con l’avversaria dell’attuale occupante che ha chiuso con 530mila euro l’anno, che in 18 diventano oltre 9,5 mln. Giochi fatti, quindi, se non fosse che Feltrinelli ora tornerà a bussare alla porta del Tar. Che però già aveva dato ragione a Palazzo Marino, come poi il Consiglio di Stato, quando la libreria aveva chiesto invano il rinnovo automatico della concessione nel 2017, prerogativa delle botteghe storiche. In parallelo, c’è anche una causa in tribunale sull’indennità che Feltrinelli deve al Comune per aver occupato i locali senza contratto. La parola, ora, spetta quindi ai giudici.