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10/07/2026 18:24
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Un importante lavoro di ristrutturazione da parte di Aler, che richiederà, entro settembre, lo spostamento in massa degli inquilini delle case interessate. È la vicenda che si trova a vivere il complesso residenziale del quadrante Lulli-Porpora, a nord est di Milano, nel limbo da ormai mesi.
Era febbraio quando alcuni inquilini hanno appreso dell’intervento, senza però ricevere nessuna comunicazione: nella notizia si sono imbattuti per caso, navigando sulla pagina Internet di Aler. Attingendo a fondi europei, l’azienda lombarda ha annunciato di dover aprire cantieri nei civici di via Porpora 43 e 47 e di via Lulli 30 e 30 bis. E con il crollo di una scalinata al numero 47, l’intervento è diventato ancora più impellente.
Sul complesso residenziale, edificato nel 1910, pende un vincolo che non permette l’abbattimento, quindi i lavori dovranno ammodernare la struttura presente, vessata, sembra, da gravi criticità statiche e sismiche. Questo però significa spostare gli inquilini altrove per permettere l’avvio dei cantieri. Si parla in tutto di 160 nuclei familiari, molti dei quali composti da anziani e fragili, che hanno nel quartiere un punto di riferimento.
Dopo essersi rivolti ai sindacati degli inquilini, con scarsi risultati, il comitato Lulli-Porpora ha quindi deciso di operare da solo. Facendosi aiutare da alcuni tecnici, gli abitanti hanno rilevato che nel complesso sono presenti diversi alloggi vuoti, che possono essere utilizzati da volano durante i cantieri. E poi, alcuni sono già stati ristrutturati, perciò non necessitano secondo loro di lavori.
Nessun ostruzionismo ai lavori insomma, ma per gli inquilini, specie i più fragili, è infattibile, oltre che costoso, migrare verso altri quartieri, soprattutto se la soluzione è a portata di mano. E specie dopo che, per anni, denunciano, non c’è stata manutenzione da parte di Aler. Nonostante le promesse dell’azienda di non destinare ad altro uso lo stabile, l’incombenza della riqualificazione di piazzale Loreto porta a temere un’operazione speculativa.