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03/06/2026 23:11
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.

Per la famiglia di Pamela Genini il processo che si aprirà il 4 giugno davanti alla Corte d'Assise di Milano non riguarda soltanto l'uomo accusato di averla uccisa. Sullo sfondo resta una domanda che continua ad accompagnare questa vicenda: si sarebbe potuto evitare un epilogo così tragico?
Alla sbarra c'è Gianluca Soncin, 53 anni, accusato di aver ucciso l'ex fidanzata il 14 ottobre scorso nel suo appartamento di Gorla. Secondo l'accusa, sarebbe entrato in casa armato di un coltello e l'avrebbe colpita 76 volte. Un'aggressione avvenuta sul terrazzino dell'abitazione, sotto gli occhi dei vicini accorsi dopo aver sentito le urla.
Soncin deve rispondere di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà, dai futili motivi e dalla precedente relazione affettiva con la vittima. Se le accuse dovessero essere confermate, rischia l'ergastolo.
In aula ci saranno anche la madre, Uma Smirnova, e i familiari della giovane, pronti a costituirsi parte civile. "Saremo presenti per chiedere giustizia", ha spiegato all'Ansa l'avvocato Nicodemo Gentile, che assiste la famiglia.
Tra gli elementi che verranno esaminati in aula ci sono gli ultimi istanti prima del delitto e le paure espresse dalla donna oltre un anno prima del femminicidio. Circostanze che oggi riportano al centro il tema delle occasioni mancate di protezione. Sul caso resta infine aperto un altro inquietante capitolo: quello della tomba profanata, scoperta nei mesi scorsi durante il trasferimento del feretro e ancora al centro di un'indagine separata.