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09/03/2026 18:57
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Striscioni, cori e migliaia di studenti in piazza. A Milano è partito da Largo Cairoli il corteo organizzato dal movimento Non Una di Meno, che prosegue idealmente le mobilitazioni legate all’8 marzo e allo sciopero nazionale indetto in queste ore.

In testa, lo striscione “Non sarete voi a definire il mio consenso”, mentre lungo il percorso verso Porta Venezia si sono alternati slogan e cartelli.

Alla base della mobilitazione ci sono diverse rivendicazioni: dal gender pay gap, ancora elevato in Italia, alla precarietà che colpisce soprattutto il lavoro femminile, fino alle critiche al disegno di legge sulla violenza sessuale e alla richiesta di introdurre educazione sessuale e affettiva nelle scuole.

Durante il percorso, non sono mancate anche alcune azioni simboliche. Davanti all’ospedale Fatebenefratelli, un gruppo di ragazze si è disposto in fila mostrando sul ventre la scritta “My body, my choice”.
Alcuni manifestanti hanno poi dato fuoco a un manichino con le fattezze del presidente degli USA Donald Trump, con appuntata una spilla di Israele. Tutto questo è successo in via Turati, vicino al consolato americano. Il fash mob è stato accompagnato da diverse scritte come: “Se domani non torno, bruciate tutto”, unite alle foto di Jeffry Epstein - il finanziere coinvolto in uno dei grandi scandali di sfruttamento e abusi sessuali su minorenni - che lo ritraggono assieme al Taycoon.