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09/09/2026 18:53
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Era finito nel carcere minorile Beccaria di Milano lo scorso maggio, con l’accusa di essere stato l’autore di una violenza sessuale l’8 aprile scorso ai danni di una ragazza non lontano da corso Como. Eppure, le indagini della Polizia hanno rivelato un clamoroso scambio di persona. Quello che si riteneva come il responsabile, un 17enne ucraino, era in realtà a casa sua quella sera, quindi non poteva aver commesso il fatto.
Con lui, era stato arrestato, sempre lo scorso maggio, il fratello maggiore di 21 anni: questi aveva sin da subito difeso il minorenne, ribadendo che fosse innocente. Ma le autorità non gli avevano creduto. Come si evince dall'ordinanza firmata dal gip Alberto Carboni, nelle indagini della pm Anna Chiara Reale, nell’interrogatorio, il 21enne fece il nome di un’altra persona che era con lui la notte in cui si consumò la violenza. Si tratta di un 20enne connazionale, che ora le indagini hanno identificato come il reale presunto responsabile del fatto.
Il motivo dello sbaglio è molto semplice quanto bizzarro: tra lui e il 17enne c’è una forte somiglianza. A trarre in inganno, le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, che, esaminate dagli inquirenti, li hanno portati a confondersi. Così come le dichiarazioni rese dalla vittima, che però era in evidente stato confusionale per quanto aveva appena subito. L’elemento che ha scagionato il 17enne è stata la statura: il 20enne è alto 1m e 90cm, mentre lui, 10cm di meno. E poi, anche l’analisi delle celle telefoniche h confermato che il giovane si trovava a casa quella sera.
Il 20enne è finito in carcere con l’accusa, oltre che di violenza sessuale, anche di rapina e lesioni ai danni di amici della vittima. Il 17enne, invece, è stato scarcerato ma resta ora la condanna di aver vissuto mesi passati in cella per errore.