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22/06/2026 21:08
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Sull’omicidio di Roberto Guerrino, trovato morto sabato 13 giugno nella sua abitazione di via Oxilia 11 con evidenti segni di colpi inferti al cranio, gli inquirenti vogliono vederci chiaro. Ecco perché, gli specialisti della Sezione intervento operativo del Ris di Parma hanno compiuto nella mattinata un sopralluogo nella casa della vittima, nel quartiere NoLo di Milano. A guidare l’operazione, durata diverse ore, il tenente colonnello Nicola Staiti.
L’ipotesi più accreditata è che l’oggetto contundente sferrato sul cranio di Guerrino, interprete sessantenne, sia una statuetta di Buddha, di cui l’uomo aveva abbracciato via via la fede. La casa della vittima è infatti costellata di oggetti religiosi appartenenti a tale credo. Guerrino sarebbe stato colto di sorpresa dal suo aggressore, non ancora identificato dagli inquirenti. I vicini, interrogati, hanno dichiarato di non aver udito alcun rumore: la casa, in effetti, è apparsa in ordine e senza oggetti sottratti. Tranne il cellulare della vittima, forse preso dal presunto killer per far perdere le proprie tracce.
L’analisi degli investigatori informatici dell’Arma dei Carabinieri si sta quindi concentrando sui profili utilizzati da Guerrino all’interno di alcune app di incontri: la pista principale che stanno seguendo, infatti, è quella dell’omicidio al culmine di un rapporto intimo, forse per via di una rapina fallita. Anche perché l’interprete, tre anni prima, aveva vissuto quello stesso copione, finendo alla clinica Mangiagalli dopo essere stato aggredito.
Intanto, gli inquirenti stanno anche lavorando sulle telecamere di videosorveglianza. Mentre quelle all’interno del condominio al civico 11 di via Oxilia sono risultate non funzionanti, qualche speranza potrebbero darla gli altri occhi meccanici della zona.