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29/07/2026 11:56
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Buona la seconda per il consiglio comunale di Voghera, che si è tenuto martedì sera dopo che era mancato il numero legale nella seduta convocata in origine lunedì. All’appello mancavano quattro consiglieri della maggioranza di centrodestra nella seduta dedicata in gran parte alle variazioni di bilancio obbligatorie per legge. Erano assenti il capogruppo di Fratelli d’Italia, Vincenzo Giugliano, il consigliere della Lega, Giancarlo Gabba, e due esponenti di Forza Italia, Vincenzo Giardina e Ilaria Amici. La minoranza era quindi uscita dall’aula, facendo così mancare il numero legale. 12 i presenti contro i 13 assenti, pertanto il consiglio è stato dichiarato nullo e riconvocato 24 ore dopo.
Uno scenario che aveva alimentato i dubbi dell’opposizione sulla tenuta della maggioranza di centrodestra, a poco più di due mesi dalla schiacciante vittoria elettorale al primo turno. Dubbi però fugati nella seduta di martedì, quando erano presenti tutti i consiglieri di maggioranza.
Tra i punti all’ordine del giorno, come detto, le variazioni di bilancio. La più importante riguarda la riqualificazione dell’ex colonia elioterapica, sede dell’Auser di Voghera, chiusa da tre anni per i problemi di agibilità che erano stati sollevati in una lettera anonima. Il Comune ha stanziato 560mila euro per far partire i lavori. Un progetto, già autorizzato dalla Soprintendenza e che prevede interventi fino a 600mila euro, finanziati grazie anche agli utili di Asm Voghera. Un provvedimento, la riapertura della sede dell’Auser, sul quale la minoranza ha chiesto di fare chiarezza.
A spegnere il fuoco delle polemiche ci ha pensato l’assessore Daniele Salerno, ricordando come la sistemazione dell’ex colonia elioterapica fosse un intervento partito da lontano, dalla prima amministrazione comunale guidata dal sindaco Paola Garlaschelli.
Il punto è passato con 16 voti favorevoli della maggioranza, cinque astenuti e due contrari, il gruppo del Partito Democratico. Deciso inoltre l’aumento della Tari, che costerà l’1,7% in più, per l’adeguamento dei costi di gestione della raccolta differenziata.