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03/09/2026 17:45
Di ortaggi tipici, in Italia, ce ne sono tanti, e tutti buonissimi. Pochi, tuttavia, hanno una storia così ricca di colpi di scena come quella del peperone di Voghera.
Nella prima metà del secolo scorso era famoso e apprezzato in Italia e all’estero, al punto da diventare un’icona della città (a cui ha regalato una delle sue proverbiali tre “P”, accanto a quella di “pazzi”, per la presenza del manicomio provinciale, e di “prostitute”, per la presenza delle case di tolleranza). Ma negli anni ’50, a causa di una malattia, nel volgere di poche stagioni è praticamente scomparso.
Finché, una ventina d’anni fa, grazie a ricerche scientifiche e soprattutto a tanta passione e curiosità, un piccolo gruppo di agricoltori è riuscito a riavviare la sua produzione, grazie al supporto di realtà come Slow food e di associazioni locali come la Pepe.Vo. che, domenica 13, si preparano per il sesto anno, all’ormai tradizionale sagra in piazza Duomo: il punto d’arrivo di un percorso che ha consentito di riscoprire non soltanto un’antica varietà di ortaggi, ma di rilanciare un pezzo di storia agricola e gastronomica di questo luogo.