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05/01/2026 18:58
I fuochi di Capodanno non hanno lasciato solo luci nel cielo. A Milano hanno lasciato soprattutto un’eredità pesante nell’aria.
Il primo gennaio le centraline hanno registrato livelli di polveri sottili mai visti nel resto dell’anno, nemmeno nei giorni peggiori di smog invernale.
In alcune zone della città i valori sono schizzati oltre ogni soglia di sicurezza. In viale Marche e in Città Studi le concentrazioni di PM10 sono arrivate a essere cinque volte superiori ai limiti. Anche in centro, in via Senato, l’aria ha superato di oltre il doppio i valori consentiti. In poche ore, ciò che normalmente si accumula in giorni di traffico e riscaldamenti si è concentrato tutto insieme.
Per capire cosa significa: respirare quell’aria equivale, secondo gli esperti, a fumare cinque o sei sigarette in un solo giorno. Un’esposizione breve, ma molto intensa, che non è senza conseguenze.
Le polveri più pericolose sono quelle invisibili ma capaci di penetrare in profondità nei polmoni. Sono composte da metalli pesanti e sostanze tossiche che aumentano il rischio per la salute, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili.
Gli studi lo confermano: nei giorni con picchi di inquinamento crescono anche gli accessi al pronto soccorso. E non è un fenomeno isolato. Dopo Capodanno, i livelli sono rimasti sopra la soglia di sicurezza anche nei giorni successivi.