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01/10/2026 18:19
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Sarà interrogato ancora, il 6 ottobre, Carmelo Cinturrino, l’ex agente di Polizia del commissariato Mecenate accusato dell’omicidio di Abderrahim Mansouri, pusher 28enne, soprannominato 'Zack', a Milano. La richiesta, avanzata dai suoi legali Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno, è arrivata dopo la chiusura indagini per omicidio aggravato dalla premeditazione da parte del pm Giovanni Tarzia. Sarà quindi la giornata della resa dei conti, perché dopo quella data, la Procura dovrebbe arrivare a chiedere il rinvio a giudizio.
L'atto di chiusura inchiesta, firmato dal pm Tarzia, titolare del fascicolo assieme al procuratore Marcello Viola, era stato notificato ai primi di settembre e con una contestazione per cui l'ex poliziotto rischia l'ergastolo. Il 6 agosto, quando l’ex agente, in carcere dal 23 febbraio, era stato convocato per un interrogatorio, aveva preferito non rispondere alle domande. In quell’occasione, il pubblico ministero gli aveva contestato l'aggravante di aver pianificato l’omicidio del giovane spacciatore, ucciso con un colpo alla testa il 26 gennaio nel boschetto della droga di Rogoredo.
Cinturrino, invece, si è sempre difeso, ribadendo di aver sparato per paura e che la morte del 28enne sia stata una “tragica fatalità”. Tant’è vero che, al momento del fermo, la Procura non aveva ipotizzato l’aggravante della premeditazione, salvo poi ricredersi con i successivi approfondimenti investigativi della Squadra Mobile della Polizia. Per questo motivo, non è stato possibile richiedere il processo con rito immediato. Resta però aperto il capitolo d’inchiesta scattato quest’estate, in cui il poliziotto, ormai destituito, e altri sei ex colleghi del commissariato Mecenate, sono indagati per una quarantina di capi d’imputazione, tra cui spaccio, estorsione e arresti illegali.