Videonews


27/03/2026 18:51
“La politica decida se dobbiamo sopravvivere o morire, siamo pronti anche a riconvertire i terreni, ma non sappiamo cosa farne delle parole di solidarietà”. Questo uno degli interventi degli agricoltori soci di Terre d’Oltrepò durante l’incontro di giovedì sera a Broni, promosso dal Partito democratico pavese con la partecipazione dei parlamentari Vaccari, Marino e Forattini.
Da una parte l’allontanamento della cooperativa veneta Collis che, non bastasse il contesto già drammatico, lascia un punto interrogativo pesante sulla prossima vendemmia, dall’altro il fatto che i risarcimenti per l’epidemia di peronospora che ha dimezzato i raccolti nel 2024 non sono mai arrivati. E si tratterebbe di un’autentica boccata d’ossigeno per aziende che, per quella vendemmia disastrosa, non hanno nemmeno incassato il pagamento dalla cantina per la poca uva conferita, a parte un piccolo acconto.
"Regione Lombardia potrebbe non aver istruito correttamente le domande” - attaccano i parlamentari dem, che hanno assicurato supporto ai viticoltori in questo senso e annunciato la richiesta di un’audizione dei soci riunitisi in un Comitato presso la Commissione agricoltura della Camera dei deputati.
Intanto, giovedì in tribunale, si è svolto la prima udienza per la richiesta dello stato di insolvenza presentato dal commissario di Terre d’Oltrepò Luigi Zingone. Un atto dovuto, si è detto, ma che certifica la gravissima crisi economica della cantina.