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27/08/2026 18:46
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Un flash mob dipinto di nero, come la paura, e blu, come il sindacato coinvolto. Fischietti, cartelloni, cori, tutto in poco tempo, per poi tornare nel silenzio, aspettando di poter far sentire le proprie ragioni all’incontro con l’impresa. In mattinata si è tenuto fuori dalla sede di Assolombarda, nel centro di Milano, un presidio indetto dalla UILA Lombardia per i lavoratori dell’azienda Diageo. Lo sciopero è durato 8 ore e ha seguito la mobilitazione del 5 agosto.
La multinazionale, leader nella vendita di alcolici e titolare di marchi come Guinness, Johnnie Walker, e Baileys, il 13 luglio aveva annunciato ai propri dipendenti che entro fine ottobre avrebbe chiuso i battenti della sede meneghina. La cessione dello storico stabilimento di Santa Vittoria d'Alba, in Piemonte, ha infatti portato a tagli in tutta la nazione. Nella sola sede milanese, a perdere il posto saranno 96 dipendenti su 127. Mentre le tasche del manager incaricato di far ripartire la multinazionale, denuncia la UILA, si riempiono.
I lavoratori hanno raccontato che la notizia dei licenziamenti è arrivata come un fulmine a ciel sereno nella sede milanese. Anche perché, a inizio anno, con l’insediamento della nuova dirigenza all’interno del gruppo era stato promesso loro un periodo di ricrescita.
La UILA ha amaramente sottolineato il silenzio delle istituzioni di fronte alla vicenda, nonostante i vari tentativi di coinvolgimento della politica a livello locale, regionale e anche nazionale. Ma lo sconforto non ferma la battaglia.