Videonews


25/08/2026 18:51
Otto casi di tubercolosi tra medici specializzandi, specialisti e altro personale dell’Istituto di Medicina legale di Milano. Tutti sono in cura e nessuno risulta ricoverato. Altre sette persone sono invece risultate positive ai test che indicano il contatto con il batterio, senza però aver sviluppato la malattia.
Ora bisogna capire da dove sia partito il focolaio. Una delle ipotesi porta a un’autopsia eseguita su un cadavere con sospetta tubercolosi, alla quale avrebbero partecipato diversi specializzandi. Dopo quell’esame sarebbero emerse le prime positività, ma l’origine resta ancora da accertare.
L’Associazione Liberi Specializzandi ha chiesto chiarimenti all’Università Statale e all’Ispettorato del lavoro, sollevando dubbi sul rispetto dei protocolli e sulla valutazione dei rischi biologici. Sotto la lente anche la sala utilizzata per l’autopsia, dove, secondo quanto riportato, potrebbe non essere presente un sistema specifico per aspirare gli aerosol potenzialmente infetti.
Ma come avviene il contagio? La tubercolosi si trasmette per via aerea e il pericolo aumenta soprattutto trascorrendo molto tempo in ambienti chiusi e poco ventilati. I sintomi più comuni sono tosse persistente, febbre, sudorazione notturna, stanchezza, perdita di appetito e dimagrimento. Essere entrati in contatto con il batterio, però, non significa necessariamente ammalarsi: può rimanere nell’organismo in forma latente, senza disturbi e senza possibilità di trasmetterlo.
Intanto gli accertamenti proseguono per ricostruire la catena dei contagi e chiarire soprattutto cosa sia accaduto all’interno dell’Istituto.