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05/06/2026 15:39
Dalle vetrine della Galleria Vittorio Emanuele alle polemiche della campagna elettorale. La nuova inchiesta della Procura di Milano sulle concessioni e sugli spazi pubblici del centro cittadino continua a far discutere, ma nelle ultime ore il dibattito si è spostato ben oltre gli uffici giudiziari.
Tutto nasce da un esposto presentato dall’imprenditore Massimiliano Lisa, da anni in contenzioso con il Comune e oggi candidato sindaco. Ed è proprio qui che l’indagine incrocia inevitabilmente la politica meneghina, anche per la presenza nella sua squadra dell’ex procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano, per anni alla guida del pool che coordinava le indagini sui reati contro la pubblica amministrazione.


Il fascicolo ruota attorno a una serie di autorizzazioni e concessioni che riguardano alcuni dei luoghi più prestigiosi della città. Sotto la lente degli investigatori ci sono eventi, installazioni pubblicitarie e spazi commerciali che negli ultimi mesi hanno trasformato il cuore di del capoluogo lombardo in una vetrina internazionale per grandi marchi e produzioni cinematografiche.
Per questo la Guardia di Finanza è tornata a Palazzo Marino, al Demanio e in Soprintendenza per acquisire documenti ritenuti utili agli accertamenti. Le ipotesi di reato per chi è finito sotto indagine, tra funzionari pubblici e società, sono corruzione e turbativa d’asta.