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09/09/2026 17:16
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.
Avevano anche vissuto assieme, Roberto Iabichella e Francesco Manfrin nella casa popolare di via Foscolo, dove il corpo di Iabichella è stato trovato semicarbonizzato nel primo pomeriggio di domenica 23 agosto. Vittima e presunto assassino separati dall’attrazione nei confronti di una ragazza molto più giovane di entrambi, ma che aveva fatto perdere la testa a tutti e due. E la loro amicizia si era trasformata presto in litigiosità. Ed è finita con il corpo del sessantenne vigevanese Roberto Iabichella semicarbonizzato nel suo appartamento, e con Francesco Manfrin, 48 anni originario di Palestro, accusato del suo omicidio e della distruzione del cadavere. Manfrin, dopo averlo ucciso, avrebbe anche provato a depistare le eventuali indagini, dando fuoco all’appartamento e mandando degli sms dal telefono di Iabichella. Ma a tradirlo sarebbero stati i pugni sul volto e i segni di strangolamento. Oltre che una testimonianza di un vicino che li aveva sentiti litigare. Proprio loro che, secondo quanto si racconta nel quartiere, avevano anche vissuto assieme. Poco prima che Roberto decidesse di portare a vivere con sè sua figlia, che abitava con la madre a meno di un chilometro di distanza. Ma in quella casa spesso ci andava anche la ragazza di Manfrin ed è lì che, secondo indiscrezioni, sarebbe iniziata la passione dell’uomo si sessant’anni per la fidanzata dell’amico. Più giovane di circa dieci anni di Francesco e di quasi 20 di Roberto, che tutti ricordano come un tipo tranquillo. Nulla lasciava presagire che la domenica in cui è stato ucciso stesse andando incontro alla morte. Alla mattina si era recato come spesso faceva al bar di quartiere e aveva lasciato lì la bicicletta, prima di andare a casa. Aveva paura che gliela rubassero. Solo poche ore dopo, però, ha trovato la morte. Ora il suo presunto assassino è in carcere a Pavia a Torre del Gallo e giovedì mattina sarà sottoposto a interrogatorio di garanzia, assistito dal proprio avvocato Chiara Venegoni.