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19/01/2026 19:33
Metaldetector nelle scuole. Presenza mobile, non fissa, anche non tutti i giorni e non generalizzata, solo se c’è la richiesta formale da parte di un preside che teme che qualche suo studente si rechi all’istituto armato. Una misura fortemente dissuasiva ma che, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, può aiutare a ridurre il fenomeno delle aggressioni con armi bianche nelle strutture di formazione, dopo i sempre più frequenti episodi, l’ultimo a La Spezia, dove è morto un 19enne di origini egiziane. A detta del titolare del MiM, c’è già l’intesa con il collega dell’Interno, Matteo Piantedosi, e con i prefetti.
Una misura che si collega all’ampliamento del decreto sicurezza che il governo sta mettendo a punto. Il documento prevede soprattutto il divieto di vendita e porto di coltelli per i minori, ma contiene anche sanzioni per i genitori che non supervisionano. Misure dure, ma su cui, secondo Valditara, le polemiche sono sterili.
Il ministro ha rilanciato la sua proposta sui metaldetector a Milano, durante il sopralluogo agli istituti comprensivi Sant’Ambrogio nel quartiere Barona ed Elisa Barozzi Beltrami a Rozzano, nell’hinterland sud ovest. Nelle due scuole è in vigore Agenda Nord, un programma governativo che mira a ridurre la dispersione scolastica. Secondo l’ufficio regionale di competenza, nei due istituti sono stati recuperati circa 30 studenti a rischio abbandono e attivati oltre 30 percorsi di potenziamento in vari ambiti.