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23/09/2026 21:08
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

‘Milano indossa la kippà’: è sotto questo motto che la Comunità ebraica meneghina si è stretta in piazza San Carlo, nel pieno centro, in solidarietà al rabbino aggredito nel quartiere Bande Nere. Al presidio, protetto da una nutrita schiera di forze dell’ordine, sono state sventolate diverse bandiere italiane, a cui è stata affiancata anche quella di Israele.
È infatti proprio dopo quanto accaduto il 7 ottobre 2023 in Medio Oriente che la Comunità ebraica ha registrato un aumento delle aggressioni a sfondo religioso nei propri confronti. Il presidente di quella di Milano, Walker Meghnagi, ha quindi invocato un intervento diretto del Capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Per l’aggressione milanese al rabbino, avvenuta nel pomeriggio di mercoledì 16 settembre, sono stati denunciati 3 giovani, tutti destinatari di foglio di via e a uno è stato comminato l’obbligo di firma. Ai ragazzi è stato contestato l’odio razziale e religioso. Ecco perché, quindi, centinaia di membri della Comunità ebraica meneghina hanno sfoggiato una kippà chiedendo una vita tranquilla.
Al presidio è stato anche ricordato il Ddl Antisemitismo, che andrà alla Camera il 2 ottobre. Il provvedimento, su base triennale, intende mettere in atto iniziative di prevenzione e monitoraggio per contrastare l’odio religioso. Chi si oppone teme che il disegno di legge possa arrivare a punire una legittima critica al governo di Israele. La Comunità ebraica ha chiesto al Pd di non astenersi sul Ddl Antisemitismo, mentre il M5S e Avs sono contrari.
In piazza erano presenti anche esponenti della politica nazionale, come l'ex ministro Carlo Giovanardi, consiglieri comunali di Milano e regionali come Piero Bussolati del Pd, Daniele Nahum di Azione e l'ex sindaco Gabriele Albertini.