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10/03/2026 17:51
Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e giornalistiche. Le informazioni riportate si basano su fonti di stampa e sugli sviluppi delle indagini al momento della pubblicazione. Le persone citate devono considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.
Non è stato un suicidio.
Alexander Adarich, l’ex banchiere ucraino di 54 anni precipitato il 23 gennaio dal quarto piano di un palazzo di Via Nerino, nel centro di Milano, era già morto quando il suo corpo è stato gettato dalla finestra.
A confermarlo è l’autopsia: l’uomo è stato ucciso per asfissia meccanica, strangolato prima della caduta. Un dettaglio che rafforza l’ipotesi degli investigatori: quella caduta sarebbe stata inscenata per simulare un suicidio.
Per l’omicidio è stato arrestato il figlio della vittima, Igor Adarich, 33 anni, fermato a Barcellona dalla polizia catalana su indicazione degli investigatori italiani. Secondo la Procura sarebbe stato lui a organizzare il sequestro del padre, insieme ad almeno quattro complici ancora da identificare.
Le telecamere di sorveglianza ricostruiscono gli ultimi minuti: quando il corpo cade nel cortile del palazzo, gli altri uomini coinvolti hanno già lasciato l’appartamento. Poco dopo una sagoma si affaccia alla finestra: sarebbe proprio il figlio.
Minuti dopo scende le scale, passa accanto al corpo del padre e dice di non sapere nulla. Poi prende un taxi per l’aeroporto di Malpensa e vola in Spagna.
Sul movente gli investigatori stanno seguendo la pista dei soldi e delle criptovalute. Poco prima di morire, Alexander Adarich avrebbe chiesto con urgenza a un conoscente 250 mila euro, trasferiti su un conto digitale.
Un incontro d’affari che doveva svolgersi in un bed and breakfast del centro si sarebbe così trasformato in una trappola mortale. Le indagini ora puntano a identificare i quattro complici e a chiarire il ruolo di un misterioso intermediario che avrebbe organizzato l’appuntamento.