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10/01/2026 18:37
Dubbi, e non pochi, affiorano leggendo le vaghe dichiarazioni rese ai carabinieri e ai pm Letizia Mannella e Antonio Pansa da Emilio Gabriel Valdez Velazco, reo confesso dell’omicidio della 19enne Aurora Livoli, il 28 dicembre sera a Milano.
Il peruviano 57enne, durante l’interrogatorio di giovedì nel carcere di San Vittore, ha raccontato che allora, prima di rientrare nella fermata della metro verde di Cimiano, da cui era scappato poco prima dopo una tentata rapina fallita ai danni di un’altra 19enne, si trovava nel parco della zona. Lì era intento a consumare una dose di cocaina che aveva in tasca; attorno a lui, alcuni connazionali presenti bevevano birra. D’un tratto, ha dichiarato, gli si è avvicinata una ragazza che gli ha chiesto una sigaretta; le ha quindi risposto di non averne, ma che aveva con sé del denaro per acquistarle.
I video delle telecamere di sorveglianza nella metro mostrerebbero Valdez inginocchiato al cospetto di Aurora. Il 57enne ha quindi riferito che si era messo a corteggiarla, in quanto un po’ brillo, ma non ubriaco. I due si sarebbero quindi incamminati assieme; Valdez ha ribadito di non averla mai conosciuta né vista prima.
I pm gli hanno dunque chiesto il motivo dell’omicidio, ma il 57enne non è stato prodigo di spiegazioni: “la ragazza era spaventata, aveva iniziato a urlare e quindi l’ho afferrata al collo, finché la sua testa non si è reclinata. Non so cosa mi sia preso. A quel punto, me ne sono andato”, queste le parole dell’uomo. Poi, tra l’1 e l’1.30, il ritorno ai piedi del condominio di via Paruta 74, per riprendere il cellulare dimenticato, a detta sua. Si sarebbe quindi seduto accanto ad Aurora, nascondendosi all’accensione delle luci in un appartamento, dove avrebbe sentito delle voci.
Valdez ha ripetuto più volte che non sapeva che mettendole le mani al collo l’avrebbe uccisa e ha dichiarato di essersi accorto del fatto guardando la tv il giorno dopo, quando Aurora è stata ritrovata esanime, esclamando un disperato “cosa ho fatto!”. Un quadro di distacco dalla realtà secondo il difensore, Massimiliano Migliara, un pericoloso seriale secondo i pm Pansa e Mannella.
Intanto, Monte San Biagio, in provincia di Latina, ha dato l’ultimo saluto ad Aurora Livoli e Milano l’ha ricordata nel luogo del ritrovamento.