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08/07/2026 14:15
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Parlare di divieto di balneazione e dei pericoli derivanti dai bagni in Ticino può sembrare quantomeno strano in giorni di secca e di emergenza idrica. Eppure è necessario non abbassare la guardia perché il fiume, con le sue correnti, sa essere letale anche in giornate apparentemente innocue come queste.

Non a caso il regolamento di polizia urbana del Comune di Pavia è piuttosto chiaro sull’argomento. All’articolo 67 il testo recita che “Sono interdetti alla balneazione il fiume, i torrenti, i bacini ed i canali di irrigazione”. La violazione comporta l’applicazione della sanzione amministrativa che va da un minimo di 100 ad un massimo di 500 euro.

Il divieto e i pericoli di annegamento sono spiegati da cartelli posizionati dal comune, in diverse lingue, lungo le sponde del fiume nel suo tratto urbano. Ogni anno, all’arrivo dell’estate, si registrano casi di cronaca più o meno gravi. In molti casi si tratta di persone che cercano di rinfrescarsi dalle ondate di calore ignorando però i pericoli derivanti dalle correnti del fiume.

Agenti della Polizia Locale pattugliano, nel limite delle loro possibilità, le spiagge cittadine mettendo in guardia le persone dai potenziali pericoli. Non sono mancati in passato anche episodi curiosi e controversi.

La scorsa estate un cittadino di origini senegalesi era stato infatti multato per essersi immerso in acqua fino alla cintola. Tanto è bastato a trasgredire il divieto di balneazione.