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23/06/2026 19:42
Nato a Baggio, quartiere di Milano, nel 1983. In passato, è stato esponente di Forza Italia e del Popolo della Libertà. È stato arrestato nel 2019 per l’inchiesta ‘Mensa dei poveri’, da cui è uscito assolto con formula piena sia in primo grado che in appello. E ora, dopo 7 anni di assenza dall’attività politica, ha annunciato la disponibilità a candidarsi per il centrodestra a sindaco di Milano nelle prossime comunali del 2027.
Il nome di Pietro Tatarella, fino ai giorni scorsi, era solo una voce, ma la conferma l’ha data lui stesso. Il suo annuncio però, ha tenuto a precisare, “non è una rivalsa” dopo quello che gli è successo, ma è solo un “riprendere l’attività politica dove l’aveva interrotta, quando era consigliere comunale prossimo al Parlamento europeo”. Sotto lo slogan ‘Non lasceremo indietro nessuno’, i temi al centro del suo programma saranno sicurezza, casa e cura del verde.
Forte del risultato del 2016, in cui batté nomi come Maurizio Lupi e Silvia Sardone, Tatarella è convinto di vincere se il centrodestra lo appoggiasse. L’ex consigliere forzista ha dichiarato di avere già avuto consensi tra i partiti della maggioranza al governo, anche da Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati.
Su un aspetto ha tenuto a essere chiaro: da sindaco, non si farebbe dettare le regole dalla Procura. L’allusione, oltre al processo a cui è andato incontro, va alla candidatura della pm dell’urbanistica, Tiziana Siciliano, come vicesindaca per Milano Libera, del rivale civico Massimiliano Lisa.
Intanto, nel centrosinistra spuntano due nomi. In caso di primarie, correrebbe anche il civico 36enne Tommaso Goisis, attivista dell’associazione ‘Sai che puoi?’, esperto di politiche pubbliche, che ha lavorato in diverse istituzioni tra cui il Comune di Milano. In assenza di primarie, invece, potrebbe venir fuori il nome di Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico: nonostante abbia negato più volte le indiscrezioni che circolano, se i gazebo non ci fossero, potrebbe mettersi a disposizione.