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20/07/2026 14:13
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

La grandine è passata. Ma il vero temporale, adesso, si sposta sul futuro dell'Ippodromo La Maura.
Dopo il concerto interrotto di Bad Bunny, l'evacuazione di quasi 75 mila spettatori e una quarantina di feriti, torna al centro il tema della sicurezza di una delle principali aree milanesi dedicate ai grandi eventi.
Un problema di cui avevamo già parlato nel nostro servizio sulla prima data del tour. Perché La Maura divide da anni istituzioni, organizzatori e pubblico. E la violenta grandinata di sabato sera ha riportato in primo piano criticità già note.
Il nodo principale resta il deflusso. Gli spettatori entrano da varchi diversi, ma all'uscita vengono convogliati quasi tutti verso il settore giallo, tra via Ippodromo e via Patroclo. Il varco rosso, su via Omodeo, resta chiuso. Il risultato è una marea umana: migliaia di persone costrette a muoversi lungo un unico percorso, fino a riempire completamente la strada. Sabato sera, con la fuga provocata dalla grandine, quel collo di bottiglia è diventato ancora più evidente.
Ma il dibattito non riguarda solo la sicurezza. C'è anche chi mette in discussione la scelta stessa della location. Un'enorme arena completamente pianeggiante, dove lontano dalle prime file il palco spesso si vede a fatica. Senza contare il quartiere: case, condomini, traffico e viabilità messi sotto pressione ogni volta che arrivano decine di migliaia di persone.
Ora la questione torna sul tavolo delle istituzioni. Sotto esame ci saranno ancora una volta capienza, ingressi e vie di fuga.
Intanto il caso approda anche in Consiglio comunale. La Lega ha presentato un'interrogazione urgente chiedendo al Comune di chiarire quali controlli siano stati effettuati prima e durante il concerto, se i piani di sicurezza siano stati rispettati e quali misure verranno adottate per evitare che situazioni simili possano ripetersi.