Videonews


06/05/2026 09:35
Il video offre un approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Ora che il clima dello scorso 25 aprile a Milano si è disteso, sono iniziate le prove per un disgelo tra l’Anpi e la Brigata Ebraica. E la partita si è giocata alla Casa della Memoria, dove si è tenuto un confronto tra i membri del Comitato permanente antifascista. Ciò che è stato stabilito per il prossimo anno, probabilmente, verrà formalizzato nero su bianco: regole più chiare sulle bandiere ammesse e il coinvolgimento, in qualità di garante, di un componente della giunta comunale, o il sindaco stesso o l’assessore alla Cultura. Idea, quest’ultima, accolta con favore da Giuseppe Sala, che ha dichiarato di volersi godere il suo ultimo 25 aprile da primo cittadino. Ma non si può guardare al futuro senza ripercorrere quanto accaduto durante l’81mo anniversario.
Durante il confronto, si è tornati al cortocircuito, causato dai vessilli di Israele in corteo. L’Anpi ha ribadito di aver pregato pochi giorni prima di non portare bandiere divisive, al che Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica, ha replicato di aver chiesto a chi sfilava nel suo spezzone di portare stemmi iraniani. Sul tema dell’ordine pubblico, Minelli ha contestato alla Brigata Ebraica di essersi presa la testa del corteo, ma quest’ultima ha sostenuto di aver seguito le indicazioni della Digos.
L’Anpi provinciale ha quindi lanciato un appello: “Il Comitato antifascista ha una storia gloriosa, quindi litighiamo pure qui dentro, ma fuori dobbiamo essere uniti”, queste le parole espresse. E anche Romano ha chiesto che la comunità rimanga coesa.
Il prossimo 25 aprile cadrà in pieno periodo elettorale, quindi la situazione sarà più rischiosa. Ma il confronto, seppur sia appena iniziato, sembra già essere sulla buona strada.