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04/08/2026 18:24
Tre anni fa in provincia di Pavia si verificava il primo caso Peste suina. Oggi a distanza di 3 anni, come denuncia Coldiretti, si è verificato un crollo del 60% dei capi allevati. Si è passati da oltre 233 mila ad appena 100 mila. A farne le spese sono stati soprattutto gli allevatori e per questo Coldiretti chiede all'Europa una risposta concreta e che arrivano le risorse necessarie a sostenere le imprese. Dall'estate 2023, quando si verificò il primo caso a oggi ler il comparto dell'allevamento pavese è stato un susseguirsi di problemi e difficoltà. Si è andati dall'abbattimento di circa 100 mila capi, fino alla fino alla creazione delle zone di restrizione, passando dall’impatto economico delle misure sanitarie alla contrazione del mercato, senza dimenticare anche l’aumento dei costi di produzione e le dinamiche speculative che hanno finito per penalizzare indiscriminatamente tutti gli allevamenti pavesi, contagiati o meno dalla peste suina. Prima della peste suina in provincia di Pavia c'erano 180 aziende agricole attive nel settore, mentre oggi ce ne sono circa 60. A ottobre è previsto il confronto con la Commissione europea sulla base dei dati trasmessi dall’Italia per ottenere le risorse necessarie a finanziare gli indennizzi relativi ai danni indiretti subiti nel 2025, anno in cui le aziende hanno continuato a pagare il prezzo della PSA pur non essendo interessate da focolai. Se la riunione di ottobre confermerà il via libera definitivo ai finanziamenti europei – spiegano ancora i tecnici di Coldiretti Pavia – il Ministero potrà adottare il decreto di apertura dei termini per la presentazione delle domande relative ai danni indiretti 2025, con l’obiettivo di procedere all’erogazione degli indennizzi entro il marzo del 2027.