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05/01/2026 18:28
Al dissenso mostrato sotto al Consolato statunitense in via Principe Amedeo sabato, dopo che gli Stati Uniti hanno deposto e catturato il presidente del Venezuela Nicolas Maduro, si sono subito contrapposte voci di festa. Una fra tutte quella di Mariela Magallanes, eletta nell’Assemblea nazionale venezuelana nel 2015 e in esilio a Lecco dal 2019, secondo cui la cattura di Maduro è stato un evento attesissimo dai suoi connazionali.
Chi è sceso in piazza contro il raid, secondo la politica vicina alla leader dell’opposizione e premio Nobel María Corina Machado, lo ha fatto per mera propaganda politica finanziata dall’ex presidente stesso. Magallanes ha spiegato che l’azione statunitense è stata possibile grazie soprattutto a complicità interna al regime venezuelano, che ha favorito il buon esito dell’operazione.
La cattura di Maduro e della moglie, Cilia Flores, ha causato decine di vittime, che il ministero degli esteri venezuelano ha confermato essere militari e anche civili. La deputata Magallanes ha però sottolineato che gli obiettivi erano militari. Tra i morti ci sono stati infatti 32 cubani, tutti appartenenti al corpo di sicurezza di Maduro.
Presidente ad interim del Venezuela è ora Delcy Rodriguez, la numero 2 di Maduro, nonostante gli Stati Uniti abbiano rivendicato la propria egemonia sullo Stato. Le richieste alla neo guida del Paese sono nette: liberazione dei prigionieri politici e instaurazione della democrazia.