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29/04/2026 19:24
Dopo le polemiche che hanno segnato le celebrazioni del Festa della Liberazione, il Primo Maggio arriva con un significato ancora più carico: quello di ricucire, ma anche di rilanciare il tema del lavoro come terreno comune.
Il clima degli ultimi giorni — tra tensioni e divisioni emerse anche attorno all’ANPI e alla figura della Brigata Ebraica — fa da sfondo a una Festa dei Lavoratori che prova a riportare il dibattito su questioni concrete e condivise.
Lo slogan scelto da CGIL, CISL e UIL è “Lavoro dignitoso”: un messaggio che parla di precarietà, salari bassi, sicurezza e anche delle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale.
Occhi puntati sul corteo, che partirà da corso Venezia per arrivare in piazza della Scala, dove si alterneranno interventi sindacali e momenti più leggeri, tra musica e intrattenimento. Un format ormai consolidato, ma che quest’anno si carica di un’urgenza diversa. E una attenzione senza precedenti negli ultimi anni.
Perché, al di là della ritualità, il Primo Maggio 2026 prova a rispondere a una domanda semplice: in una città dinamica come Milano, che corre veloce, che posto ha oggi il lavoro — e soprattutto, che qualità ha?
Per molti non solo una manifestazione, ma il tentativo di rimettere al centro un tema che riguarda tutti, in un momento in cui la coesione sociale appare più fragile.