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02/09/2026 14:28
Alcuni passanti li hanno notati nei giorni scorsi: due grossi graffiti disegnati sul muro laterale del Duomo di Pavia, in via Omodeo, la strada che collega le due piazze principali della città. Un gesto che nelle intenzioni di qualcuno dovrebbe essere "artistico", ma che ha suscitato tanta amarezza, soprattutto tra i fedeli.

Secondo il parroco della Cattedrale don Gian Pietro Maggi, si tratta di un episodio che deve diventare anche occasione per una riflessione più ampia sul rispetto dei luoghi e sull’educazione. “Siamo molto sorpresi di fronte a stili di vita che sembrano avanzare e che trovano espressione anche in manifestazioni di questo genere – sottolinea don Maggi in un'intervista al settimanale diocesano Il Ticino. Sono situazioni che sollecitano una riflessione personale sull’educazione, la testimonianza e la nostra capacità relazionale”.

Il parroco del Duomo ha voluto allargare lo sguardo anche ad altri episodi e comportamenti che interessano la Cattedrale e la piazza che la circonda. “Basta passare al mattino presto in piazza Duomo per vedere la non facile situazione della scalinata della Cattedrale. Sono fatti che ci pongono tante domande". Il riferimento è ovviamente alla malamovida e ai rifiuti che vengono spesso abbandonati per le vie del centro.

Al di là delle critiche nei confronti di chi ha realizzato i graffiti, per don Gian Pietro l'intera comunità deve interrogarsi sulla responsabilità educativa e sulla qualità delle relazioni all’interno della città. “Sicuramente anche come Chiesa siamo interpellati - spiega il parroco. Una buona aggregazione sociale può favorire dinamiche relazionali positive, ma episodi come questi ci fanno domandare che cosa spinga a promuovere tutto ciò che può sembrare bello dal punto di vista goliardico e festivo se poi da queste esperienze non emerge uno stile di vita rispettoso”.