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28/10/2026 23:15
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico, nel rispetto delle persone menzionate

Youssef Siher è libero. Il carcere di San Vittore ha aperto le sue porte nel pomeriggio di mercoledì 28 ottobre, lasciandolo in preda a un oceano di telecamere che aspettavano da lui una dichiarazione. Dalla sua, però, aveva decine di attivisti per la Palestina che hanno aspettato la sua scarcerazione, da quando è arrivata, intorno alle 12.30, fino alle 16.30, quando Siher è uscito.
La gip di Milano, Tiziana Landoni, non ha infatti convalidato il fermo né alcuna misura cautelare per il ricercatore 30enne, ritenuto il creatore del gruppo 'Movimento 17 ottobre', nato dopo gli scontri e i saccheggi di sabato 17 e domenica 18 ottobre. Nell’ordinanza si legge che, secondo la giudice, "non sono ravvisabili gravi indizi di colpevolezza" né rispetto alle esigenze cautelari, né rispetto alle accuse mosse dalla Procura di Milano.
La gip Landoni ha scritto che nei post e nei comunicati, Siher "non prospetta mai il ricorso ad azioni violente, né risulta aver evocato le gravi violenze verificatesi nelle giornate del 17 e 18 ottobre 2026, da lui neppure menzionate, quale modello di attuazione delle forme di protesta e di mobilitazione collettiva da lui proposte".
Inoltre, secondo la giudice non può affermarsi che il 30enne, in vista del 24 ottobre, giorno in cui è stato fermato, "abbia promosso la formazione di un gruppo composto da almeno cinque persone, organizzato anche occasionalmente, che nel corso della manifestazione, avvalendosi di strumenti offensivi, potesse adottare comportamenti tali da determinare un concreto pericolo per l'incolumità delle persone e cagionare, altresì, danni alle cose".
Non si può sostenere che le condotte di Siher “fossero sorrette da finalità di eversione dell'ordine democratico dello Stato”, così scrive la giudice, che ha respinto anche l’aggravante del terrorismo. E il riferimento alle proteste in Francia, a detta della gip, sono generiche e non vi sono allusioni ad atti violenti.
È stata quindi accolta la linea dei legali che lo difendevano, gli avvocati Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar, che avevano sostenuto la totale estraneità del proprio assistito dalle accuse di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. I due, all’uscita dall’interrogatorio nel quale, ancora una volta, Siher non aveva risposto alle domande, si erano detti non stupiti della richiesta di carcerazione per via dell’aria politica che tira oggigiorno.