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29/04/2026 16:17
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di spostare da Pavia il processo Clean 1, quello legato all'inchiesta sul presunto sistema di corruzione radicato nella società pavese, basato su scambi di favori tra politici, professionisti e forze dell'ordine. L'istanza era stata presentata da Antonio Scoppetta, il carabiniere forestale già condannato in primo grado a 4 anni e mezzo per il filone Clean 2, nel quale era imputato con le accuse di corruzione e stalking.

Scoppetta, che deve rispondere di violazione del segreto d’ufficio, aveva chiesto di spostare altrove il suo secondo processo perché a Pavia non ci sarebbero "le condizioni per un sereno e imparziale svolgimento". Il suo legale, l'avvocato Giorgio Bertolotti, nell'istanza di rimessione aveva sottolineato "gravi situazioni locali idonee a pregiudicare la libera determinazione delle persone che partecipano al processo e a determinare motivi di legittimo sospetto sull’imparzialità dell’organo giudicante": in sostanza, i giudici pavesi dovrebbero giudicare un soggetto "che è stato per anni un loro diretto collaboratore, per fatti commessi nell’esercizio delle sue funzioni all’interno del medesimo palazzo di giustizia".

La Cassazione ha però rigettato la richiesta: al momento non sono ancora state rese note le motivazioni della decisione degli "Ermellini". La prima udienza del processo Clean 1, in programma a fine febbraio, era stata rinviata proprio in attesa della pronuncia dei giudici della Corte di Cassazione. Si tornerà in aula il 6 maggio e questa volta il dibattimento prenderà il via ufficialmente. Sono 13, in totale, gli imputati. Oltre a Scoppetta figurano l’ex presidente di Asm Pavia Manuel Elleboro, l’ex direttore generale Giuseppe Chirico, e altri professionisti, imprenditori, politici e funzionari pubblici. Le accuse sono, a vario titolo, di peculato, frode nelle pubbliche forniture, turbativa d’asta e violazione del segreto d'ufficio.