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18/05/2026 16:23
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Il 25 Aprile “resta nelle mani del Comitato antifascista”. Il presidente di ANPI Milano Primo Minelli chiude così, senza giri di parole, alle ipotesi di un cambio nella gestione del corteo dopo le tensioni che hanno segnato la manifestazione della Liberazione a Milano.
Minelli è tornato sul caso a margine della commemorazione in Questura per le vittime della strage del 17 maggio 1973, dopo l’apertura del sindaco Giuseppe Sala a dare una mano nell’organizzazione del prossimo corteo. “Il rapporto con il Comune c’è”, ha spiegato, ribadendo però che la responsabilità politica e organizzativa del 25 Aprile resta in capo ad ANPI e al Comitato antifascista.
Le polemiche erano scoppiate durante il corteo del 25 aprile, quando la presenza di bandiere israeliane accanto alla Brigata Ebraica aveva acceso le contestazioni di alcuni gruppi filopalestinesi. Tra cori, tensioni e spinte, il corteo si era fermato per oltre un’ora, fino all’uscita della Brigata Ebraica scortata dalle forze dell’ordine.
Uno scontro che aveva innescato accuse reciproche tra Comunità Ebraica e ANPI. Oggi Minelli parla di una “provocazione” da parte di “cento persone”, ma difende la manifestazione: “Non possono sporcare un corteo pacifico da centomila partecipanti”. Nelle settimane successive, alla Casa della Memoria, sono andati avanti gli incontri per provare a ricucire lo strappo.