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28/05/2026 12:26
Tre giorni di sciopero a Villanterio, dove è prevista la chiusura definitiva dello stabilimento, e di 8 ore negli altri siti interessati dai tagli. I sindacati scelgono la linea dura contro la procedura di licenziamento collettivo avviata da Teva, l'azienda farmaceutica che ha annunciato 93 esuberi tra Lombardia e Piemonte. Le segreterie di CGIL, CISL e UIL, assieme alle RSU, hanno espresso una ferma e totale contrarietà al piano.

"Siamo di fronte a una crisi della divisione principi attivi (la Tapi) apparentemente costruita e voluta da Teva stessa, al solo scopo di ridurre i costi strutturali per rendere la divisione più appetibile e vantaggiosa in vista di una cessione a possibili acquirenti", si legge nel comunicato diffuso nelle scorse ore.

I sindacati hanno avuto un confronto con l'azienda e hanno chiesto il ritiro della procedura, proponendo un piano alternativo incentrato sulla produttività, sul contenimento dei costi strutturali e su un concreto rilancio commerciale dei siti italiani. Teva però, attaccano le parti sociali, ha proposto solo soluzioni "di facciata".

A Villanterio, dove sono 32 i posti di lavoro a rischio, lo sciopero di 24 ore sarà attuato tra l'8 e il 10 giugno, con l'organizzazione di presidi permanenti davanti ai cancelli dello stabilimento. Negli siti di Rho, Santhià e Caronno Pertusella - dove sono previsti gli altri 61 licenziamenti - ci sarà invece uno sciopero di 8 ore lunedì 8 giugno "a sostegno della vertenza complessiva che li riguarda direttamente e in solidarietà ai colleghi di Villanterio".