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05/10/2026 17:06
Non è una questione di destra o di sinistra. Almeno, non dovrebbe esserlo.
L’aggressione a uno studente del liceo Einstein di Milano riporta la violenza politica dentro un luogo che dovrebbe rappresentare esattamente il contrario: una scuola, dove le idee possono scontrarsi, ma non le persone.
La vicenda, anche secondo quanto denunciato dal collettivo dell’istituto, ha visto il ragazzo circondato e picchiato da un gruppo di militanti di Blocco Studentesco, dopo aver rimosso alcuni loro manifesti.

La vicenda ha immediatamente acceso il dibattito politico. Ma questa volta c’è un elemento che il sindaco Giuseppe Sala rivendica come positivo: una condanna arrivata trasversalmente, non soltanto dal centrosinistra.
Sala ha infatti citato anche Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, sottolineando come sulla condanna dell’aggressione ci sia stata una posizione comune.

Una convergenza che trova sponda anche nelle parole del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: la violenza politica, dice, non può essere considerata una forma di confronto. E poco importa, nelle sue parole, se arrivi dall’estrema destra o dall’estrema sinistra: a essere respinta deve essere la violenza in quanto tale.

Una risposta che, in questo caso, porta la politica fuori dalla contrapposizione tra schieramenti e la riporta a una domanda molto più semplice: fino a dove può arrivare il confronto prima di smettere di essere confronto?
La risposta, almeno su questo, sembra essere arrivata da una parte politica all’altra: le idee si possono combattere. Le persone no.