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17/09/2026 15:20
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Le accuse contestate sono frode in commercio e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Giovedì mattina la Guardia di finanza e gli ispettori dell’Icqrf, l’organismo del ministero dell’Agricoltura che si occupa di contrastare le frodi agroalimentari, hanno eseguito un sequestro preventivo per oltre 10 milioni di euro nei confronti di 14 aziende agricole pavesi, nel territorio della Lomellina.

Secondo la Procura di Pavia avrebbero venduto riso etichettato come "biologico" - quindi a un prezzo più alto - ma coltivato usando sostanze non consentite. L'indagine era partita nel 2023, dopo alcune segnalazioni di FederBio - la federazione che tutela e favorisce lo sviluppo dell'agricoltura biologica e biodinamica in Italia. Le perquisizioni scattate tre anni fa avevano portato al sequestro di ingenti quantitativi di fitofarmaci e fertilizzanti vietati e di documenti extracontabili dove sarebbero emerse le condotte illecite. La diversa qualità del prodotto è stata confermata dai risultati delle analisi di laboratorio eseguite sui campioni di piantine di riso prelevate dalle aziende indagate.

Le condotte illecite - si legge nella nota diffusa dalla Procura - hanno consentito agli imprenditori coinvolti di ottenere una resa per ettaro superiore a quella massima prevista per la produzione del prodotto biologico, conseguendo indebiti profitti provenienti sia dalla vendita di 40.000 tonnellate di riso a un prezzo maggiorato previsto per il “bio” (per quasi 10 milioni di euro) sia dalla indebita percezione di contributi pubblici erogati tramite i bandi regionali di sviluppo rurale legati alla PAC, la Politica Agricola Comune, per circa 400 mila euro. In tutto, sono 17 le persone indagate: tra loro ci sarebbe anche il sindaco di Sartirana Lomellina, Pietro Ghiselli, amministratore di un'azienda agricola.