Videonews


22/10/2026 18:04
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Dovrà scontare in tutto quattro anni e otto mesi Vincenzo Bertè. Questa la pena complessiva per l’ex imprenditore, condannato nel processo sull’incendio doloso della Eredi Bertè, la fabbrica di rifiuti speciali di via Fermi a Mortara, andata distrutta nel rogo del 6 settembre di nove anni fa.
Giovedì mattina è arrivata la sentenza della Corte d’Appello di Milano. Il giudice ha accolto la richiesta di concordato di pena in continuazione con l’altra sentenza a carico di Bertè. In sintesi, l’imputato aveva concordato in appello una pena a quattro anni per i reati di bancarotta fraudolenta, false fatturazioni e riciclaggio. A questi, la Corte ha adesso aggiunto altri otto mesi, per i fatti relativi all’incendio, di cui in primo grado era stata appurata l’origine dolosa. Per questo filone dell’inchiesta, Bertè era stato condannato a quattro anni di reclusione. L’imputato aveva chiesto di unire le pene a suo carico.
La pena complessiva scende quindi a quattro anni e otto mesi. Una decisione che chiude una lunga pagina relativa a uno dei fatti più gravi negli ultimi anni, dal punto di vista economico e ambientale.
La Corte d'Appello ha riconosciuto una provvisionale di 50.000 euro a favore del Comune di Mortara, che sulla vicenda si era costituita parte civile. Ai nostri microfoni, l’avvocato Anna Ghigna, che ha difeso il Comune, ha espresso soddisfazione per una sentenza che ha riconosciuto pienamente tutte le responsabilità.