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03/11/2026 18:09
Dopo oltre cinque mesi dalla chiusura, Milano vuole provare a riprendersi la sua libreria. Sono arrivate ben due offerte per la Hoepli, una da una casa editrice e l’altra da 250 cittadini. Secondo fonti finanziarie, sarebbero pervenute alla liquidatrice Laura Limido entro la scadenza di lunedì 2 novembre. Una, quella dei cittadini, ha posto due condizioni: che la libreria resti in via Hoepli, in centro, e che si salvino almeno venti posti, metà dell’organico originario.
La cordata accetta di ragionare sugli spazi, sviluppati prima della chiusura su cinque piani, ma non sente ragioni sul numero di dipendenti da mantenere. L’offerta, però, riguarda il ramo d’azienda ‘libreria’: le aree vanno assicurate a parte. Perciò, siccome il palazzo appartiene alla proprietà immobiliare legata alla famiglia Hoepli ed è già stato liberato, senza un accordo sui locali la libreria resta sulla carta.
Ad aver raggruppato i 250 cittadini sono stati Vittorio Graziani, titolare della Centofiori di piazzale Dateo, e l’avvocata Monica Colombera, al lavoro del progetto di recupero da maggio. Tempi e modalità del rilancio sono ancora da stabilire, ma non l’obiettivo: una Hoepli in pieno centro e indipendente dal legame proprietario con un editore. All’attività si era poi avvicinata anche Feltrinelli, mentre Gems, il Gruppo editoriale Mauri-Spagnol che fa capo alle Messaggerie, non era interessata alla libreria ma alle sole operazioni digitali.
Dentro la Hoepli, ogni reparto aveva competenze e clienti, ecco perché i 250 cittadini vogliono almeno venti persone operative. Poi gli acquisti, però, erano stati centralizzati, l’autonomia ridotta e a marzo si era arrivati alla liquidazione volontaria. Il socio di minoranza Giovanni Nava, cugino dei tre fratelli proprietari, aveva provato a fermare tutto per vie legali, ma a maggio, dopo 156 anni, la libreria chiuse. Eppure, Milano ancora non si è rassegnata.