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15/09/2026 17:19
Se c’è una parola che oggi torna continuamente nelle proteste dei medici di famiglia è “tempo”.
Tempo per visitare i pazienti, per ascoltarli, per seguire chi ha bisogno di cure. Ed è proprio sul tempo che si apre lo scontro tra i medici di base e la Regione Lombardia.
Anche a Milano, i medici aderenti allo Smi incrociano le braccia. In centinaia si sono ritrovati sotto il Pirellone con fischietti, striscioni e camici bianchi.

Al centro della protesta c’è il nuovo accordo che prevede sei ore settimanali aggiuntive nelle Case di Comunità. I medici contestano soprattutto l’obbligatorietà: secondo loro, quelle ore rischiano di essere sottratte all’assistenza nei propri ambulatori.

Ed è qui che la protesta diventa una questione che riguarda tutti: perché il punto non è soltanto dove lavora il medico, ma quanto tempo può dedicare al paziente.
Le Case di Comunità nascono per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini. La sfida, però, è fare in modo che potenziarle non significhi indebolire la medicina di base.
Perché, alla fine, nella sanità il tempo non è soltanto una questione di organizzazione. È una parte della cura.