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18/05/2026 16:04
Cento licenziamenti in tutta Italia e la chiusura del sito di Villanterio. E' questa la decisione presa da Teva, l'industria farmaceutica israeliana che ha comunicato recentemente la volontà di vendere la sua divisione che produce principi attivi, chiamata Tapi. La procedura di licenziamento collettivo colpirà il 20% della forza lavoro, toccando anche gli stabilimenti di Santhià, Rho e Caronno Pertusella.

Il colpo più duro riguarda però proprio il sito di Villanterio, destinato alla chiusura. Qui lavorano 32 dipendenti, che lunedì pomeriggio hanno partecipato all'assemblea sindacale organizzata da Cgil e Cisl. I sindacati hanno annunciato lo stato di agitazione e il blocco degli straordinari, oltre alla sospensione di ogni forma di collaborazione con l'azienda.

Il profitto non si fa sulla pelle dei lavoratori, sottolineano le parti sociali in un comunicato: la scelta non è figlia di una crisi economica, ma di un cinico calcolo finanziario, perchè Teva gode di ottima salute, nonostante le difficoltà registrate negli anni precedenti, con fatturati miliardari in crescita. Per rendere Tapi "più vendibile" e massimizzare il ricavo, prosegue la nota dei sindacati, Teva sta deliberatamente riducendo gli acquisti interni di principi attivi, rivolgendosi a competitor esterni per far apparire fittiziamente la divisione meno redditizia di quanto sia realmente e operare quei tagli che gli consentirebbero operazioni di vendita con maggior profitto a scapito delle famiglie dei lavoratori e delle lavoratrici.

Per questo, conclude la nota, chiediamo il totale ripensamento della strategia industriale e il mantenimento dell’integrità occupazionale di tutti i siti, Villanterio incluso. Vista la situazione, appare decisamente probabile che nei prossimi giorni possano anche scattare altre azioni di lotta, con scioperi e manifestazioni.