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29/04/2026 17:53
Il delitto di Garlasco diventa anche un rap. A inciderlo sono i ragazzi del gruppo articolo 34, formato da un gruppo di studenti, guidati dal professor Antonio Albanese. Gli articolo 34 sono specializzati in canzoni a tema giuridico, ne hanno registrata una anche sul caso di Enzo Tortora. Nel caso di Garlasco hanno preso a pretesto l’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Gli studenti stessi nella presentazione spiegano che non si tratta di un brano sul caso Garlasco, ma di un brano sull’Italia. “Garl’asco”, che è l’ultima opera di Rigel Bellombra, parla di un caso, per non parlarne. Lo usa come grimaldello per entrare in una stanza più grande: il funzionamento opaco della giustizia italiana. “Garl’asco”, con l’apostrofo che spezza il nome e lo trasforma da luogo a simbolo, nasce come un progetto artistico e giuridico del network internazionale Falling in Law, che unisce diritto, musica e impegno civile. Il brano non racconta il delitto di Chiara Poggi, ma ciò che quel contesto avrebbe, secondo gli autori, rivelato. Si parla di malagiustizia, indagini controverse, presunzione di innocenza ignorata, silenzi. Al centro del progetto ci sono gli studenti universitari degli “Art. 34”, richiamo diretto all’articolo della Costituzione sul diritto allo studio. È il diritto che torna a parlare, nelle voci dei giovani, attraverso le parole di Piero Calamandrei tratte dal suo celebre discorso sulla Costituzione (1955), che vengono citate in fondo alla canzone.