Videonews


02/09/2026 18:16
Diciamolo, settembre ha mantenuto le promesse e anche se, paradossalmente, ancora non ci sono i due nomi che dovrebbero contendersi davvero la partita la sterzata è arrivata da più lati. Da una parte il centrodestra prova a dare un’immagine di compattezza. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, dice il coordinatore milanese di FdI Simone Orlandi, sono già al lavoro sul programma e sul territorio.
“Il centrodestra a Milano è unito e al lavoro: con Lega e Forza Italia stiamo già definendo il programma e lavoriamo sul territorio. Siamo competitivi e possiamo vincere”.
E c’è un passaggio interessante nelle parole di Orlandi: il candidato ancora non c’è, ma la campagna, almeno per loro, è già cominciata. FdI annuncia infatti un autunno di mobilitazione in città e chiede che la scelta del candidato arrivi presto, perché ogni giorno guadagnato significa un giorno in più di campagna elettorale.
Il centrodestra, insomma, prova a giocare d’anticipo. Ma deve ancora risolvere il suo problema principale: chi sarà il candidato?
E dall’altra parte?
Qui il nome che nelle ultime ore ha fatto più rumore è quello di Mario Calabresi. Il giornalista ha lasciato Chora Media e ha parlato di una “strada nuova”, alimentando sempre di più l’ipotesi di una candidatura a sindaco di Milano. Ma proprio mentre Calabresi si avvicina alla corsa, arriva il freno di Elly Schlein.
“È presto, stiamo seguendo e supportando il percorso del Partito democratico di Milano che si concentra sui temi. Prima scriviamo il programma, poi troviamo i nomi”.
Una frase che riapre soprattutto una questione: Calabresi sarà il candidato del centrosinistra o dovrà passare dalle primarie? Perché il Pd milanese, almeno finora, ha lavorato proprio sull’ipotesi delle primarie. E i nomi non mancano: oltre a Calabresi, ci sono Pierfrancesco Majorino, Anna Scavuzzo e Lorenzo Pacini. E qui torna il grande tema di questa elezione: il dopo Sala. Dopo quindici anni di centrosinistra alla guida della città, nel 2027 Milano non voterà soltanto un nuovo sindaco. Voterà anche, almeno in parte, un giudizio sull’eredità di questa lunga stagione amministrativa.
E proprio per questo la partita è già cominciata, anche senza i candidati ufficiali. Il centrodestra dice: siamo uniti, abbiamo un programma, dobbiamo solo scegliere il nome. Il centrosinistra invece deve decidere prima ancora come scegliere quel nome: primarie, accordo tra i partiti o una candidatura civica capace di tenere insieme le diverse anime della coalizione.
E mentre i partiti discutono, il calendario corre. La corsa al dopo Sala, insomma, è partita. Ma per ora Milano conosce già gli sfidanti potenziali. Quello che ancora non conosce è il duello.