Videonews


17/06/2026 19:07
Il servizio tratta il tema in modo informativo e giornalistico, senza promuovere o incoraggiare comportamenti illegali o pericolosi

La prima sentenza sulle indagini relative all’urbanistica meneghina, quella sulla Torre Milano di via Stresa, ha acceso un botta e risposta tra Procura e Comune. All’indomani del commento del sindaco Giuseppe Sala e della vice Anna Scavuzzo sul pronunciamento delle otto assoluzioni da parte della giudice Paola Braggion, a prendere la parola è stato il procuratore capo Marcello Viola.
La Procura di Milano “non ha alcuna volontà di interferire con l'attività dell'autorità amministrativa. Ma le indagini hanno degli effetti: le sentenze non si commentano, si rispettano e si attendono le motivazioni. E se non si condividono, si impugnano”. È questo il messaggio che il magistrato si è sentito di esprimere, dopo che il sindaco si era detto amareggiato dalla “violenza verbale usata dai pm nel sostenere le accuse”, che nel caso della Torre di via Stresa erano di abuso edilizio e lottizzazione abusiva.
“Una continua necessità”, aveva sottolineato Sala, “di corroborare le loro tesi con parole tese a screditare la nostra azione”. La vice Scavuzzo aveva invece invitato ad “abbassare i toni dopo mesi segnati”, secondo lei, da "un clima che ha appesantito il lavoro quotidiano di amministratori e operatori dell'edilizia in citta”. Tra gli imputati c’erano infatti anche cinque impiegati comunali, assolti con gli altri tre in primo grado perché “il fatto non costituisce reato”. Secondo il Tribunale, avrebbero perciò tutti agito in buona fede.
La "Procura è una sola e si muove in sintonia", ha quindi aggiunto il procuratore Viola, invitando a "rasserenare gli animi" e a evitare accuse di condizionamenti o inquinamenti esterni e a "lasciar lavorare chi deve farlo nel modo più sereno e tranquillo possibile". I toni, quindi, sembrano essere stati smorzati: resta ora da vedere cosa accadrà quando verranno pubblicate le motivazioni.