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06/10/2026 19:28
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Il Tar della Lombardia ha bocciato tutti i cinque ricorsi che si opponevano alla vendita di San Siro da parte del Comune di Milano a Inter e Milan. I due club possono quindi andare avanti serenamente sul nuovo stadio, che sorgerà accanto al Meazza e sarà proprietà di entrambi a meno che gli oppositori non decidano di impugnare le decisioni in Consiglio di Stato. I vari ricorsi sono stati presentati da residenti e associazioni come "Gruppo Verde Milano San Siro" e "Comitato Sì Meazza" tra il 2022 e il 2025 ma erano stati unificati tutti in un unico procedimento.
Il tribunale amministrativo, nel concreto, ha dichiarato inammissibili quattro delle cinque "doglianze" presentate, perché, come si legge, il ricorso “si configurerebbe come una iniziativa collettiva volta a contestare l'intera operazione urbanistico-patrimoniale facendo valere una pluralità di interessi non sovrapponibili e, in parte, riconducibili a una critica civica o politica dell'azione amministrativa, che, come tale, non sarebbe ammessa nel nostro ordinamento”.
Il Tar ha invece respinto nel merito il quinto ricorso, presentato dal consigliere comunale del gruppo mistro Enrico Fedrighini, che contestava le modalità con cui il Consiglio aveva dato il via libera alla vendita dello stadio, lamentando la mancata convocazione di alcune commissioni, ad esempio, e poi l'utilizzo del cosiddetto sub emendamento canguro, o “tagliola”, con cui furono eliminati 214 emendamenti durante la discussione. Secondo i giudici, il consigliere non avrebbe avuto limitazioni nella sua funzione.
Palazzo Marino ha quindi lavorato bene, ha commentato la vicesindaca Anna Scavuzzo, con delega alla Rigenerazione Urbana, “Ora va realizzato quanto è stato deciso”. Adesso, quindi, inizia la corsa verso il nuovo impianto, che deve essere pronto nel 2031 perché Milano possa ospitare gli Europei dell’anno dopo.