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24/09/2026 18:44
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Sono cominciate con un rinvio le udienze preliminari per la morte di Ramy Elgaml, il 19enne deceduto a Milano il 24 novembre 2024 durante un inseguimento con i Carabinieri. Lo sciopero degli avvocati penalisti ha infatti impedito lo svolgimento del primo appuntamento davanti alla gup Tiziana Landoni.
La difesa di Fares Bouzidi, l’amico di Ramy che guidava lo scooter inseguito dai militari, è però tornata ad affermare la propria linea: gli avvocati Marco Romagnoli e Debora Piazza hanno ribadito che sosterranno l’ipotesi di omicidio volontario per il carabiniere che guidava l’ultima automobile, Antonio Lenoci, avvalorata dalla recente consulenza di parte depositata, che avrebbe accertato lo speronamento. Per il proprio assistito, invece, chiederanno nuovamente il proscioglimento.
Al termine della “non udienza”, i legali hanno annunciato che nella prossima si costituiranno “sia per le gravi lesioni" contestate a Lenoci ai danni di Fares "sia per i falsi e per il depistaggio”. E poi, chiederanno “l'autorizzazione alla giudice a citare il Ministero della Difesa come terzo responsabile civile per i danni, oltre alle assicurazioni delle auto coinvolte nell’inseguimento". Una richiesta che potrebbe arrivare anche dai familiari della vittima, parte offesa insieme al dicastero della Giustizia.
La difesa di Lenoci, rappresentata da Roberto Borgogno e Arianna Dutto, depositerà una propria consulenza per far emergere che il militare, invece, non ebbe alcuna responsabilità nell'incidente. A lui e Fares è contestato il reato di omicidio stradale, per il carabiniere aggravato da eccesso colposo nell'adempimento del dovere. Quest’ultimo risponde anche di falso nel verbale d'arresto dell'amico di Ramy e con lui altri 6 militari, accusati anche, a vario titolo, di favoreggiamento e depistaggio. Ma se ne riparlerà il 6 novembre.