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09/03/2026 10:16
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Un albero per ricordare una vita spezzata dall'indifferenza di una certa burocrazia. Il Comune di Pavia ha dedicato una piccola area verde tra viale Campari e via San Giovannino ad Adelina Sejdini, ex vittima della mafia albanese che l'aveva costretta, fin da giovanissima, a trasferirsi in Italia e a prostituirsi. Adelina era però sfuggita al racket della prostituzione ed era riuscita a far arrestare i suoi aguzzini, poi si era trasferita a Pavia dove aveva iniziato una nuova vita. Aveva chiesto la cittadinanza italiana, senza la quale non poteva fare domanda per la casa popolare e non poteva trovare un lavoro.

Dopo anni di attesa, però, le era stato cancellato lo stato di apolide ed era tornata ad essere una cittadina albanese. Adelina, a 47 anni, si era sentita tradita: nel 2021, dopo aver scoperto di avere tumore al terzo stadio, era andata a Roma, sperando di poter parlare con qualcuno al ministero dell'Interno. Non ci era però riuscita e, presa dallo sconforto, aveva deciso di suicidarsi. Un dramma forse annunciato, un epilogo che poteva e doveva essere diverso.

Il giornalista e blogger pavese Lorenzo Blone, assieme a Erika Rinaldi, aveva lanciato un appello per chiedere al Comune di ricordare Adelina in qualche modo e per far sì che le venisse concessa la cittadinanza italiana postuma. L'8 marzo, nella giornata internazionale della donna, Pavia l'ha ricordata così. Sulla targa posta davanti all'albero, il suo ultimo appello: "Diventate la mia voce per per le altre Adeline".