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20/08/2026 17:46
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Prosegue l’allerta per la siccità nel territorio pavese. Preoccupa in particolare la situazione del Ticino. Il deficit generale delle riserve idriche si attesta al -52%. Un andamento analogo a quella della scorsa settimana, ma comunque migliore del minimo raggiunto nell’estate del 2022, segnata da una tremenda siccità. A comunicarlo l’assessore regionale Massimo Sertori, secondo cui la situazione in Lombardia potrebbe migliorare con le precipitazioni attese già nelle prossime ore.
L’emergenza idrica sta mettendo in forte difficoltà anche la stagione agricola. In provincia di Pavia, le maggiori produzioni, il riso e il vino, sono rimaste danneggiate. L’allarme è stato lanciato dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Claudio Mangiarotti, che ha invitato il comparto risicolo a coordinarsi per programmare il futuro. Tra le ipotesi sul tavolo, la necessità di migliorare l’efficienza delle reti irrigue e valutare la fattibilità di vasche di laminazione e invasi. Mentre per quanto riguarda il vino, la siccità ha segnato una diminuzione delle rese, in un contesto già gravato dal calo dei prezzi delle uve e dall’aumento dei costi di produzione per il settore vitivinicolo.
Intanto, giovedì mattina, presso il Barcè di Piazzale Ghinaglia, a Pavia, si è tenuta un’azione simbolica di protesta per denunciare il problema della siccità che sta prosciugando il Ticino. A tenerla l’associazione Bargniff, che si occupa di giustizia climatica e ambientale. Davanti all’imbarcazione, sono stati messi dei finti pesci morti di cartapesta, simbolo, secondo gli attivisti, non più di un’emergenza, ma di una nuova normalità, i cui risvolti vanno gestiti nell’immediato. La manifestazione si è svolta senza problemi di alcuni tipo.