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16/06/2026 18:37
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Tutti assolti perché il fatto non sussiste e nessuna confisca dell’immobile. Si è concluso così il primo grado del processo per abuso edilizio e lottizzazione abusiva riguardante la Torre Milano di via Stresa, uno dei filoni della maxinchiesta sull’urbanistica della Procura. A deciderlo la giudice Paola Braggion della settima penale, che ha respinto le richieste di condanna fino a 2 anni e 4 mesi formulate dalla pm Marina Petruzzella per tutti gli otto imputati.
Secondo le indagini e l'accusa, per costruire la Torre Milano, di oltre 80 metri e 24 piani, come in altri casi, era stata usata una "Scia con atto d'obbligo" invece che un piano attuativo, “spacciando” quindi la nuova costruzione per una ristrutturazione. Il Tribunale, invece, ha sostenuto che per "tutti” gli imputati “difetta l'elemento soggettivo del reato, sia doloso che colposo”, quindi avrebbero agito tutti in buona fede. Fuori dall’aula, abbracci, strette di mano e tanto sollievo, restituito anche dalle parole dei difensori.
A processo, Giovanni Oggioni, ex direttore dello Sportello unico edilizia del Comune ed ex vicepresidente della Commissione paesaggio; Stefano e Carlo Rusconi, imprenditori-costruttori; Franco Zinna, ex dirigente della Direzione Urbanistica milanese; Gianni Maria Beretta, architetto e progettista; Francesco Mario Carrillo, Maria Chiara Femminis e Pietro Ghelfi, tre ex funzionari dello Sportello unico edilizia. Oggioni era stato anche arrestato a marzo 2025 per un altro filone sulla corruzione e imputato in diversi altri procedimenti. Ma la sentenza, la prima in assoluto nell’ambito della maxinchiesta, ha disteso gli animi di alcuni imputati e fatto infervorare altri per come è stata trattata la vicenda.
Rendendo dichiarazioni spontanee prima del verdetto, il costruttore Carlo Rusconi ha considerato l’azione della Procura il concetto di “colpirne uno per educarne cento”. Le motivazioni in ogni caso saranno depositate entro 90 giorni. Una volta lette, la Procura valuterà se presentare il ricorso.