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06/05/2026 17:10
Quando l’erba cresce… ma non è incuria, è una scelta. E cambia il volto della città più di quanto sembri.
Il Comune di Milano amplia ufficialmente infatti le aree a “sfalcio ridotto”: significa meno tagli e prati lasciati crescere per favorire la biodiversità. Non si tratta di pochi spazi isolati: si parla di circa 94 zone per oltre un milione e mezzo di metri quadrati complessivi
Il dato più interessante riguarda proprio la mappa: non solo grandi parchi già noti, ma anche nuove porzioni diffuse in tutta la città. Dalle aree del Parco Sempione fino al Parco Adriano, passando per il Parco Lambro – che è tra le zone più estese coinvolte – e diversi spazi periferici e margini verdi che diventano veri corridoi ecologici.
Il Municipio 7, in particolare, è quello con la superficie più ampia “risparmiata” dal taglio dell’erba, segno di una strategia che punta molto anche sulle aree meno centrali
Ma perché questa scelta? I dati raccolti mostrano che dove l’erba viene tagliata meno, la biodiversità può aumentare fino al 60%: più insetti impollinatori, più piante spontanee, più equilibrio naturale anche in città. E non solo: questi prati assorbono meglio l’acqua e aiutano a ridurre il caldo urbano.
Certo, non mancano le polemiche: per alcuni cittadini l’erba alta resta sinonimo di trascuratezza. Ma il Comune insiste: non è abbandono, è progettazione. Le aree sono scelte e gestite con criteri precisi, lasciando comunque curati gli spazi più utilizzati.
In altre parole, Milano sperimenta un nuovo equilibrio: meno ordine “perfetto”, più natura. E la novità vera è proprio questa: non solo i grandi parchi, ma sempre più angoli della città – anche quelli meno visibili – entrano in questa mappa verde che, silenziosamente, sta ridisegnando il paesaggio urbano.