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19/10/2026 18:54
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

“Ero in Duomo, ho rischiato di prendermi una pietra in testa”. È il racconto del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, presente durante la seconda giornata di violenza e saccheggi con cui gruppi di giovanissimi hanno messo a ferro e fuoco Milano. Tema sul quale il titolare del MiM è stato chiamato a esprimersi a margine di un evento al Teatro alla Scala su uso e monitoraggio dell’intelligenza artificiale nelle scuole italiane.
Il ministro ha prima di tutto criticato le forze di opposizione e dei sindacati, citando primariamente tra questi la Cgil. A loro, Valditara imputa di aver utilizzato i giovanissimi come strumento demagogico e populista per opporsi all’attuale governo di centrodestra. In particolare, a detta del ministro, invitandoli a insorgere come sta accadendo in Francia.
Valditara ha quindi contestato “lo slogan dell'opposizione che chiede di destinare alla scuola le risorse previste per le spese militari”, ricordando gli investimenti del Pnrr nell’edilizia scolastica. E poi, ha rivendicato il coinvolgimento delle consulte studentesche, "elette dagli studenti e rappresentative, anche nella stesura dei nuovi programmi scolastici”. Questo è, ha sottolineato, il dialogo democratico, da opporre alle violenze di piazza, che hanno mostrato, a detta sua, un problema di integrazione.
La Cgil ha intanto convocato un presidio per mercoledì 21 ottobre alle 18.30 in Piazza della Scala. “Le distruzioni, gli atti di vandalismo e i saccheggi sono atti inaccettabili, da condannare, che non possono avere nulla a fare con il dissenso e la libertà di espressione”, si legge in una nota della Camera del Lavoro di Milano, che ribadisce di voler lanciare una manifestazione all’insegna della coesione sociale, per sopperire alle mancanze del governo.