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03/07/2026 16:24
Fare rifornimento costerà di più. Si è concluso infatti il periodo di sconto sulle accise deciso dal Governo per contenere l'aumento dei prezzi dei carburanti durante la crisi internazionale legata alle tensioni in Medio Oriente. Con la scadenza della misura, benzina e gasolio tornano a essere gravati dall'imposta piena e, per gli automobilisti, il conto alla pompa torna a salire.
L'aumento è di poco più di sei centesimi al litro, considerando anche l'Iva applicata sulle accise. In termini pratici, significa circa tre euro in più per un pieno da cinquanta litri. Secondo le stime, il prezzo medio del gasolio torna intorno a un euro e novantaquattro al litro sulla rete ordinaria, superando invece i due euro nelle aree di servizio autostradali. Anche la benzina registra un rincaro, con una media di circa un euro e ottantasei al litro.
Lo sconto era stato introdotto in via temporanea per limitare gli effetti dell'impennata delle quotazioni del petrolio provocata dalla crisi nello Stretto di Hormuz. Il Governo, però, non ha escluso del tutto un nuovo intervento: il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha spiegato che un'eventuale proroga sarà valutata in base all'evoluzione della situazione internazionale e dei negoziati sulla sicurezza della navigazione nell'area.
Le associazioni dei consumatori criticano la fine dello sconto, sottolineando che nelle ultime settimane il prezzo del petrolio è diminuito sensibilmente, mentre i listini alla pompa sono scesi molto meno. Per questo chiedono un monitoraggio più rigoroso dei prezzi e nuovi interventi per evitare che i rincari ricadano interamente su famiglie, lavoratori e imprese. Intanto, chi utilizza l'auto ogni giorno per lavoro o per gli spostamenti dovrà fare i conti con un nuovo aumento dei costi di rifornimento.